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DOVE SI TROVANO I DIAMANTI
Per la cristallizzazione del carbonio sotto forma
di diamante sono necessarie pressioni elevatissime (dell'ordine
delle 300.000 atm.), quali, ad esempio, si sono realizzate in passato
nei camini kimberlitici di Kimberly nel Transvaal. Le kimberliti
sono una varietà di peridotite e all'elevato interesse commerciale
si unisce un vivissimo interesse scientifico, poichè la loro
genesi profonda (circa 150 km) ci offre una straordinaria testimonianza
sulla natura del mantello che altrimenti sarebbe sconosciuta (vedi
figura a lato). E' a questa profondità che si raggingono
le pressioni necessarie per la costituzione dei diamanti. I camini
kimberlitici sono tra i più cospicui giacimenti mondiali,
di scoperta relativamente recente (1867), e forniscono la massima
parte della produzione mondiale di diamante (2.902.416 carati nel
1917).
La maggior parte dei giacimenti del diamante sono di natura secondaria
detritica; in queste alluvioni diamantifere, in parte cementate
e sepolte sotto strati più recenti, proprio per la natura
inattaccabile della gemma, si possono trovare grosse quantità
di diamanti. I più anticamente noti, oggi di scarsa importanza,
sono i giacimenti alluvionali dell'India, che hanno fornito parecchie
tra le pietre più grosse e più celebri, per purezza
d'acqua e splendore di fuoco. Di origine secondaria sono anche i
giacimenti brasiliani, tra i quali importantissimi quelli del territorio
di Diamantina (stato di Minas Geraes), dove la gemma è accompagnata
da quarzo, topazio, cianite, tormalina e rutilo.
La più grossa pietra conosciuta fin'ora è
il così detto "Cullinan", trovato nel 1905 in una
miniera presso Pretoria (Sud Africa); greggio aveva un peso di 3106
carati, ma per lavorarlo si dovette dividerlo in più pezzi,
il maggiore dei quali, dopo la sfaccettatura, pesa 516 carati. Nella
mappa del mondo, le aree in marrone indicano i paesi produttori
di diamanti, i quadrati verdi sono i principali centri di taglio,
quelli rosa sono i centri di taglio minori.
Oltre come gemma, il diamante è molto richiesto per usi industriali,
a causa della sua straordinaria durezza che lo rende indispensabile
per la costruzione di seghe circolari, punte di perforatrici, e
componenti elettronici. A tale scopo, oltre ai residui di lavorazione
ed ai cristalli troppo piccoli o imperfetti, si impiegano anche
alcune varietà prive di pregi estetici. Prende il nome di
bort una varietà granulare o criptocristallina, spesso fibroraggiata,
di colore da grigio a nero per inclusioni di varia natura. Se quest'ultime,
che possono raggiungere anche il 20%, sono principalmente date da
ossidi di ferro si parla di stewartite. Il carbonado è un
aggregato microcristallino di color nero o grigio scuro, alquanto
poroso e quindi con un peso specifico apparentemente inferiore,
tuttavia è estremamente duro, perciò molto apprezzato
per usi industriali.
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